Hai dei dubbi? Allora leggi le nostre FAQ ;)

(1) Se non facciamo l’inceneritore l’immondizia dove la buttiamo?

Attenzione, l’inceneritore non dissolve i rifiuti, non CHIUDE il ciclo dei rifiuti, li trasforma in ceneri/scorie ed emissioni inquinanti.

Piu’ precisamente nella gestione di rifiuti con inceneritore si richiede un’alimentazione dell’inceneritore continua e sempre al massimo delle sue capacita’.

Per questo si prevede un tetto massimo per la raccolta differenziata del 65-70%. Rimane quindi come minimo un 35-30%
di rifiuti indifferenziati bruciati–ossia buttati, senza recupero di materie prime. Sul totale dei rifiuti si produce quindi un
un residuo del 10% circa di scorie e ceneri tossiche che vanno conferite in discariche speciali. NON si eliminano le discariche.

E allora, che si fa?

Realtà in cui non si persegue il businness dell’incenerimento, come il consorzio Contarina di Treviso, dimostrano che si puo’ tranquillamente arrivare a differenziare l’85% dei rifiuti e a recuperare materie prime anche dal restante 15%. E si puo’ fare persino di meglio, in ogni caso rimane un 15% di residuo secco,  da cui sono state estratte tutte le materie prime utili e che puo’ essere trattato a freddo per essere poi conferito in discarica, perfettamente in linea con le e rispettando anzi l’ottica di economia circolare e recupero di preziose materie prime che l’Europa sta prmovuovendo.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52014DC0398R(01)).

(2) E’ vero che se facciamo l’inceneritore la bolletta si abbassa?

Al contrario, comparando i costi previsti a regime con l’inceneritore nell’area fiorentina e i costi del consorzio contarina si ottiene la seguente tabella (mettere tabella DAVIDE allegata di comparazione) da cui e’ evidente che la costruzione dell’inceneritore e’ contraria al pubblico interesse.

Aggiungiamo che con la raccolta porta a porta con tariffazione puntuale si paga in funzione di quanto si produce in termini di rifiuti, questo comprende ad esempio anche gli esercenti, Non a caso la confesercenti e la confcommercio trevisane hanno dichiarato che non tornerebbero mai indietro alla precedente gestione.

(3) E’ vero che a Firenze si bruceranno anche rifiuti provenient da fuori ATO (Firenze-Prato-Pistoia) e rifiuti speciali?

Si’! L’impianto brucerà, secondo i dati AIA su dichiarazione QtHermo:

  • tra 136.760 e 198.400 t/anno di rifiuti urbani
  • tra 0 e 61.640 t/anno RIFIUTI URBANI DI ALTRI ATO (ossia non locali)
  • tra 0 e 61.640 t/anno RIFIUTI SPECIALI

Poichè l’inceneritore per essere conveniente per il gestore deve sempre bruciare il massimo dei rifiuti (198.400 t/anno), gi‡ si
prevede di approvvigionarsi in altre province o regioni.

(4) E’ vero che l’inceneritore ora che e’ stato autorizzato si deve fare?

No, e’ falso. L’ente autorizzatore, ossia la Citta’ Metropolitana di Firenze, ha la facolta’ di revocare il mandato a costruire
e gestire l’inceneritore, con la motivazione che l’opera non risponde piu’ al pubblico interesse. Puo’ anche decidere che ci sono troppe irregolarita’ negli atti e annullare il procedimento per autotutela (devo scriverlo meglio).

(5) E’ vero che l’inceneritore e’ favorevole in termini occupazionali?

NO, e’ falso, la gestione con le buone pratiche, ossia raccolta porta a porta con tariffazione puntuale e la creazione di isole del riciclo per l’estrazione delle materie prime creerebbe senz’altro un maggiore numero di posti di lavoro.

(6) Le alternative sono state considerate nel procedimento decisionale?

No, non c’e’ un solo documento agli atti in cui vi sia una comparazione tra la gestione con inceneritore e una gestione alternativa, in termini economici, ambientali, sanitari.

La decisione di costruire l’inceneritore e’ stata presa a priori 5 anni fa dalle amministrazioni locali e poi tutto l’iter decisionale e’ stato seguito nella cornice di questa decisione gia’ presa.

(7) E’ vero che le emissioni dell’inceneritore sono entro i limiti di legge e quindi l’inceneritore e’ innocuo?

NO, il limite accettabile per sostanze riconosciute cancerogene dall’organizzazione mondiale della sanita’, come le diossine, i furani e i metalli pesanti e’ zero.

Inoltre Firenze e la piana sono gia’ altamente inquinate, per esempio da polveri sottili, consultare il documento (VIIAS) per vedere il numero di morti e malati che gia’ si devono all’inquinamento. Un costo terribile in termini umani e anche, piu’ cinicamente, per il servizio sanitario.

L’inceneritore aumenta sicuramente l’inquinamento anche da polveri sottili.

(8) E’ vero che le emissioni dell’inceneritore sono paragonabili a quelle di un’autovettura?

Abbiamo sentito fare quest’affermazione da alcuni dirigenti QtHermo sulla base della seguente tabella (fonte ISPRA RT 203/2014, citata anche nella VIIAS, pag. 16, http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2368_allegato.pdf), i valori si riferiscono al contributo, per ogni composto inquinante, delle emissioni degli impianti di incenerimento all’inquinamento complessivo a livello NAZIONALE. E’ ovvio che a livello nazionale il contributo Ë molto basso, da questo a nostro parere si puo’ semmai dedurre che a livello locale il contributo puo’ invece essere significativo. In ogni caso:

  • (a) da questi valori non si puo’ dedurre quanto l’inceneritore contribuisca all’inquinamento complessivo a livello locale. Ovviamente se metto un’impianto sul Monte Rosa contribuisce al 100% dell’inquinamento, se metto un impianto in una citta’ nebbiosa da quanto e’ inquinata contribuisce pochissimo in percentuale.
  • (b) e’ assolutamente privo di qualsiasi fondamento trarre da questa tabella conclusioni sull’emissione assoluta dell’inceneritore “le emissioni dell’inceneritore sono paragonabili a quelle di un’autovettura”.

(9) E’ vero che siamo stati multati dall’europa perche’ ancora non ci siamo dotati di un inceneritore?

Le procedure di infrazione europee riguardano la mancanza di pre-trattamento dei rifiuti da mandare in discarica; noi promuoviamo il pretrattamento a freddo (cfr. risposta (1)).

I sistemi di pre-trattamento a freddo dei rifiuti si possono mettere in opera in tempi molto pi˘ rapidi degli inceneritori, sono più flessibili e rispondono perfettamente alle direttive europee.

(10) E’ vero che l’inquinamento ricadra’ essenzialmente su Sesto Fiorentino e Campi.

No, basta leggere lo studio di imaptto ambientale della societa’ proponente QtHermo, la studio riguarda un quadrato di 25km di lato centrato sull’inceneritore, e i venti e quindi la concentrazione delle emissioni variano a seconda della stagione. La modellistica proposta da QtHermo prende sempre ad esempio la direzione dei venti EST-OVEST, ossia quella che evita Firenze.

(11) Nell’area molto prossima all’inceneritore lavorano migliaia di persone, vi e’ un rischio sanitario di questi lavoratori?

La ASL 10 prescrive, solo ad opera realizzata, un monitoraggio delle incidenze tumorali e degli esiti riproduttivi non solo  della popolazione residente ma anche di tutte quelle persone che vivono parte della giornata nell’area di influenza dell’impianto, che non viene specificata (mettere link a documento ASL).

(12) C’e’ un interesse delle istituzioni a capire l’entita’ del danno sanitario di questi impianti.

L’inceneritore di San Donnino e’ stato chiuso nel 1986, dopo anni di proteste e analisi ignorate, si indicazione del Consiglio Superiore di Sanita’.

Non vi e’ stata NESSUNA indagine epidemiologica istituzionale successiva. L’unico studio esistente e’ stato fatto su iniziativa del Professor Annibale Biggeri dell’Universita’ di Firenze (link ad articolo biggeri catelan). Ricordiamo anche che e’ stata appena rilasciata l’AIA per la riapertura dell’impianto di Scarlino, in Provincia di Grosseto, che era stato chiuso su ordine del Consiglio di Stato per inquinamento.